Ambra Angiolini a F: «Ho imparato a non chiedermi più scusa»

C’è un momento preciso nella vita di ogni donna in cui il rumore di fondo svanisce e resta solo la propria voce.

Per Ambra Angiolini quel momento sembra essere arrivato adesso, forte e nitido. Nella sua intensa intervista rilasciata al settimanale F, l’attrice, conduttrice e regista si mette a nudo con quella straordinaria e a tratti spiazzante onestà che la contraddistingue fin dai tempi in cui, giovanissima, bucava lo schermo a Non è la Rai.

Oggi Ambra non deve più dimostrare niente a nessuno, se non a se stessa. E le sue parole su F risuonano come un manifesto di autenticità e di liberazione dai cliché.

La rinascita dopo il dolore: “Oggi mi basto”

Al centro del colloquio c’è il tema, universale e profondamente sentito dalle lettrici della rivista, della rinascita emotiva. Dopo la fine di storie importanti e mediatiche, Ambra confessa di aver fatto un lungo lavoro su se stessa per superare i sensi di colpa e l’ansia da prestazione affettiva che spesso colpisce le donne.

«Per anni ho pensato di dover essere perfetta, di dover salvare tutto e tutti. Poi ho capito che l’unico vero salvataggio che potevo compiere era il mio».

L’attrice racconta come la solitudine non sia più uno spettro da cui fuggire, ma uno spazio sacro in cui ritrovarsi. Una consapevolezza che passa anche dal corpo e dall’accettazione del tempo che passa, vissuto non come un nemico, ma come un alleato che regala libertà.

I pilastri della sua vita: Jolanda, Leonardo e il lavoro

Non manca il capitolo dedicato alla famiglia, il vero baricentro della sua esistenza. Il rapporto con i figli Jolanda e Leonardo (avuti dal cantante Francesco Renga) viene descritto come un continuo interscambio generazionale. Ambra si definisce una madre “imperfetta ma presente”, capace di ascoltare e, soprattutto, di farsi difendere dai propri figli quando il mondo esterno diventa troppo feroce (come accadde quando Jolanda prese pubblicamente le difese della madre dopo la consegna di un contestatissimo Tapiro d’Oro).

Sul fronte professionale, Ambra si conferma un’artista poliedrica, capace di passare con disinvoltura dal cinema impegnato al teatro, fino al ruolo di giudice televisivo. Il lavoro, spiega a F, è sempre stato il suo “analista preferito”, lo specchio attraverso cui elaborare le proprie fragilità e trasformarle in arte.

Un messaggio di sorellanza

Ciò che rende questa intervista un punto di riferimento per il pubblico di F è il profondo senso di sorellanzache Ambra trasmette. Non parla da un piedistallo; condivide le sue cadute – dalla battaglia giovanile contro la bulimia, già affrontata nel suo libro InFame, alle delusioni amorose – per dire a chi legge che cadere è umano, ma rialzarsi con le proprie gambe è un diritto (e un dovere) di ogni donna.

Ambra Angiolini si conferma così, ancora una volta, non solo un’icona pop della cultura italiana, ma una donna vera, fiera delle proprie cicatrici e finalmente padrona assoluta del proprio destino.