Vanessa Incontrada, la femminilità che non chiede scusa: il corpo come storia che cambia
Per DonnaInside la femminilità non è una taglia, ma un modo di abitare il proprio corpo nel tempo.
Nessuna meglio di Vanessa Incontrada incarna questa idea: attrice, conduttrice, madre, donna che ha imparato a stare al centro della scena senza chiedere permesso, attraversando trasformazioni fisiche, giudizi feroci e ripartenze luminose.
“Incontrada non è la nuova bellezza, è la bellezza standard. Anzi, è stupenda”, scriveva una rubrica dedicata alla body positivity dopo il celebre nudo in copertina, sottolineando come il suo corpo “normale” fosse rivoluzionario solo perché i media avevano reso eccezionale quello che è semplicemente umano.corriere+1
Oggi, a 47 anni, Vanessa lo ripete a modo suo: «Penso che il corpo sia una storia che cambia, un linguaggio che racconta modifiche, paure, conquiste. È cambiato perché ho amato, ho sofferto, ho riso, sono diventata madre». In queste parole c’è già tutta la sua femminilità: non una forma da esibire, ma una biografia da ascoltare.
Dal body shaming alla libertà di cambiare
Per anni Vanessa è stata bersaglio di body shaming: commenti violenti sul peso, meme crudeli dopo i Wind Music Awards, analisi spietate di ogni sua foto in tv o sui social. Lei non ha mai negato di aver sofferto, ma ha scelto di trasformare quella ferita in discorso pubblico.
- posando senza filtri per reclamare il diritto a “non essere giudicata” solo dal corpo;
- ribadendo che «la bellezza non si misura con una taglia» e che “curvy” è un’etichetta che le va stretta: «Spero di non sentire più la parola curvy. Sono felice di rappresentare un modo autentico, reale, di interpretare la femminilità».
Oggi che è dimagrita, i social le chiedono conto persino di questo, accusandola di aver “tradito” il body positive. La sua risposta è una lezione adulta: «La libertà più grande è quella di cambiare. Chi ti vuole bene ti accetta e accetta le decisioni che ti fanno stare bene». La femminilità, allora, non è fissata in una foto ma nel diritto di modificarsi, di scegliere, di trovare un nuovo equilibrio tra benessere fisico e serenità mentale.
Una femminilità che non ha paura della luce
Sul palco dei Tim Music Awards all’Arena di Verona, al fianco di Carlo Conti, Vanessa è apparsa più snella e slanciata, con un look essenziale e luminoso: pantaloni morbidi, giacca strutturata, décolleté che seguono il passo sicuro. Il web è esploso di complimenti, ma quello che colpiva davvero non erano i chili in meno, bensì la presenza: spalle dritte, sorriso pieno, quella capacità tutta sua di occupare lo spazio con naturalezza.
La sua femminilità è:
- Empatica: parla alle donne “normali”, che si sono viste specchiate nelle sue curve di ieri e nella sua silhouette di oggi.
- Ironica: sdrammatizza, non si prende mai troppo sul serio, usa la battuta come scudo gentile.
- Mediterranea: corpi morbidi, gesti ampi, risata sonora, come se il mare di Barcellona e quello di Follonica convivessero nei suoi fianchi e nei suoi capelli.
Oltre la taglia: cosa insegna alle donne
Vanessa Incontrada non è un manifesto da appendere, ma un processo in corso. La sua femminilità ci suggerisce almeno tre cose:
- Il corpo è dinamico
Cambia con l’età, le gravidanze, le crisi, i traguardi. Pretendere immobilità è disumano. Lei lo dice chiaramente: «Il mio corpo è cambiato perché ho vissuto». - La coerenza non è immobilità
Essere stata simbolo di body positivity non le impedisce di dimagrire; significa, piuttosto, rivendicare che l’autodeterminazione vale in ogni direzione: restare, cambiare, ricominciare. Chi la accusava quando era “troppo” oggi la giudica “troppo poco”: è il segno che il problema non è il corpo, ma lo sguardo sociale. - La femminilità è stile di presenza
Guardando Vanessa sul palco, in tv o in posa per i servizi moda, ciò che resta non sono i numeri della bilancia, ma un certo modo di stare al mondo: occhi che ridono, voce calda, postura che dice “ci sono, così come sono adesso”. È questa la femminilità che interessa a DonnaInside: una presenza piena, che non chiede scusa al suo passato e non ha paura del suo futuro.
In un’epoca in cui i corpi femminili vengono misurati al millimetro e usati come terreno di scontro ideologico, Vanessa Incontrada ci ricorda che essere donna significa, prima di tutto, potersi raccontare — con un corpo che cambia, sì, ma che resta sempre, ostinatamente, nostro.
