LA MICROBIOLOGA MARIA RITA GISMONDO COMMENTA I DIVERSI I VACCINI ANTI-COVID19

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Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di microbiologia clinica e virologia dell’Ospedale Sacco di Milano.

Intervistata da Nicola Porro a “Quarta Repubblica” in merito ai vaccini in arrivo e alla differenza tra vaccini proteici e quelli a tecnica genica ha così commentato la situazione dei vaccini: 

«Ci sono due tipi di vaccini, questo la gente lo deve sapere per chiarezza, certo non possiamo entrare nei dettagli tecnici, ma l’informazione deve essere chiara. E non è l’idea di Gismondo, Bassetti, Crisanti o chiunque altro, è la realtà del protocollo scientifico. In questo momento, diciamo, sul nostro percorso che speriamo ci porti a un vaccino efficace e anche sicuro, ci sono due gruppi di vaccini: uno i vaccini proteici, che sono i vaccini tradizionali, classici, che ormai si conoscono come tecnica da un secolo, praticamente quasi sempre fatti da un pezzetto del virus – adesso semplifico: che se inoculato non dà la malattia ma stimola il nostro sistema immunologico a creare degli anticorpi che possano combattere il virus se dovessimo incontrarlo-.

Ma ci sono anche un altro tipo di vaccini, che è la prima volta che si propongono con questa tecnica, cioè con la tecnica genica. Questa tecnica implica una ipotesi di effetti collaterali anche a lunga scadenza. Ci sono due pubblicazioni della Fda, una del 2010 – quindi in tempi non sospetti – e una di questo novembre, che ne parlano con entusiasmo ma, visto che noi inoculiamo un pezzetto di materiale genico che si inserisce nelle nostre cellule, spiegano che i controlli dovrebbero durare sino a 20 anni»

Proseguendo, la Gismondo sottolinea:

«La ricerca non si deve fermare e sicuramente questi vaccini interessantissimi per il loro meccanismo d’azione e per la loro copertura, devono essere proposti, studiati, indagati, ma ci sono in arrivo, e non vorrei farlo dimenticare presi dall’entusiasmo di Moderna e di Pfizer, anche gli altri vaccini proteici dei quali abbiamo una sicurezza praticamente totale, una volta che l’Ema e gli Enti certificatori indagheranno. Il mio atteggiamento è “assolutamente sì al vaccino”, non vorrei mai che mi si confondesse con una no-vax che ho sempre combattuto e che assolutamente non accetto, ma visto che sul traguardo abbiamo anche a brevissima scadenza i vaccini proteici, personalmente mi sentirei più sicura utilizzando questi».

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